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Evidence Based Medicine, più tutto il resto: È la stampa, bellezza; Farmacista & Cittadino; Meno tasse per tutti...

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09 agosto 2006

Meno tasse per tutti
Chi strozza la gallina...

Tratto da “Soldi Sette” (settimanale finanziario dell’associazione Altroconsumo – www.soldi.it) n° 695 del 6 giugno 2005, prima pagina

(Riporto integralmente l’articolo. Le mie considerazioni sono in fondo)


Chi strozza la gallina...

...poi non mangia più le uova! Questo il principio base della riduzione delle tasse richiesta da più parti e proposta anche in campagna elettorale da parte dell'attuale presidente del consiglio sotto forma di riduzione del cuneo fiscale. Ma perché tagliare le tasse è una panacea per l'economia? Una prima risposta viene dall'osservazione della realtà: chi negli anni passati l'ha fatto (Usa, Gran Bretagna...) ha scampato il declino (quello inglese negli anni '70 pareva inarrestabile) e oggi ha un'economia florida e conti pubblici sani; chi ha mantenuto una pressione fiscale elevata (Europa continentale) ha il fiato corto e fatica a far quadrare i suoi conti. Una seconda osservazione viene dalle teorie economiche: meno soldi se ne vanno in tasse, più la gente ha denaro per i propri consumi (e i consumi tirano l'economia), più le imprese hanno soldi da investire (e gli investimenti fanno da volano alla ricchezza di un Paese). Una terza osservazione è che tagliare le tasse vuol dire dare meno soldi allo Stato e pare che tagliargli i fondi a disposizione sia l'unico sistema per ridurre drasticamente la sua presenza nell'economia. Meno Stato vuol dire più spazio ai privati e visto che i privati sono più taccagni – almeno per il denaro che sta nelle loro tasche – rispetto agli enti pubblici – che di denaro spendono quello altrui – secondo molti questo significa meno sprechi e, quindi, meno spazio per il deficit.



Ecco, non avrei usato la parola “taccagni”, avrei detto “oculati”.
Notare la prudenza con cui si esprimono: «pare che»; «secondo molti»...
Meno Stato nell'economia e meno soldi agli enti pubblici: è la ricetta giusta per la prosperità dell'Italia.
I politici sono pessimi ripartitori del capitale: sé stessi, parenti, amici, amici degli amici; e quando invece sono in buona fede, combinano pasticci. Meno soldi hanno da spendere e meglio è.
È consolante constatare come, finalmente, cominci a levarsi qualche voce favorevole alla diminuzione delle tasse in Italia, che sono troppe (saranno qualche centinaio?) e incidono troppo in percentuale sul reddito.
L'Italia soffoca, di troppe tasse si muore...

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