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Evidence Based Medicine, più tutto il resto: È la stampa, bellezza; Farmacista & Cittadino; Meno tasse per tutti...

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04 agosto 2006

Farmacista & cittadino
I farmaci al supermercato

Sono molti mesi che, sui canali televisivi e sui giornali, c’è un gran clamore propagandistico legato alle medicine. Aziende farmaceutiche, catene di supermercati (in prima fila la Coop), uomini politici vogliono far credere ai cittadini che – con la vendita dei medicinali cosiddetti “da banco” anche al supermercato – i consumatori potranno risparmiare (si parla di circa 12,00 euro l’anno per ciascuno) sulla spesa per i farmaci.

Ebbene, questo non è vero. La verità è che la spesa per le medicine di automedicazione (o “da banco”, o OTC, come vengono chiamate) aumenterà.
Le aziende che producono farmaci sono aziende come le altre, quindi sono orientate esclusivamente alla massimizzazione del profitto.
Anche lo scopo della Grande Distribuzione Organizzata (GDO: supermercati e ipermercati) è quello di vendere, vendere il maggior numero possibile di prodotti, al prezzo più alto possibile.
I politici (in generale – le eccezioni ci sono sicuramente) non sono minimamente interessati al benessere dei cittadini: il benessere che hanno in mente è il proprio.

Dunque, spenderete di più per le medicine, e ne consumerete di più.
Con quali meccanismi succederà questo?
Il primo meccanismo è ben conosciuto da chi si occupa di marketing: con l’aumentare dell’offerta e delle occasioni di acquisto, aumenta anche la domanda. In altre parole: il consumatore avrà più possibilità di acquisto e di conseguenza acquisterà di più.
In secondo luogo aumenterà la pubblicità diretta di farmaci (in televisione e sui giornali), l'aumento delle vendite è assicurato.
Terzo meccanismo, la pubblicità mascherata: gli spazi redazionali dedicati alla salute – sia televisivi che sui giornali – vi fanno credere di aver bisogno della tale medicina (e vi inviteranno ad acquistarla) per il tal disturbo (talvolta "inventato" di sana pianta), anche se in realtà non serve.
Quarto meccanismo: il supermercato favorirà – con le tecniche di vendita usate normalmente – il cosiddetto “acquisto d’impulso”: vi venderanno le medicine anche se non ne avete bisogno.

Qualche dato?
L’ANIFA (Associazione Nazionale dell'Industria Farmaceutica dell'Automedicazione - è l'associazione nazionale che rappresenta le Imprese Farmaceutiche produttrici di farmaci di automedicazione, da banco – OTC – cioè quelle specialità medicinali che si possono acquistare liberamente in farmacia senza obbligo di ricetta medica), ha da poco pubblicato un bollettino (Giugno 2006 - anche qui). È riportata una tabella, relativa alla spesa pro capite per farmaci con obbligo di prescrizione e SOP (Senza Obbligo di Prescrizione) nei principali Paesi europei (2005).
Essa, pubblicata a pagina 4, parla chiaro: in Francia, nel 2005, si son spesi rispettivamente 342 e 84 euro; in Germania 354 e 72 euro; in Gran Bretagna 353 e 65 euro; in Italia 298 e 38 euro. In altre parole, nella vicina Francia il consumatore medio spende – per le medicine da banco – tre volte tanto quello che spende il consumatore italiano. L’obbiettivo delle aziende è di far aumentare il consumo di farmaci. Vogliono che il consumatore italiano compri più farmaci da banco: che al consumatore questi farmaci servano o no è lo stesso.

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